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Non aprite quella porta
non entrate nella stanza 237 dell’Overlook Hotel
ricordati figliuolo che puoi andare dappertutto
tranne che nella soffitta
meglio non guardare cosa c’è
nel frigorifero di Jeffrey Dahmer

Ogni volta che sei venuta a casa mia
ti sei fermata all’ingresso
al soggiorno
alla cucina
non una sola volta hai chiesto dov’è il bagno
per lavarti le mani
o far pipì
o controllarti il trucco
come se quella che gli architetti chiamano
la zona notta
fosse l’orrore
come bastasse la vista di un letto
ad annullar trent’anni
come se tu ed io
avessimo bisogno di occasioni
come se i nostri pensieri
non fossero sempre notturni.

"

— Michele Mari - Cento poesie d’amore a Ladyhawke

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"L’uggia di nascondere al consorte
graffi paralleli sulla schiena
o galassie di capillari rotti
mai noi la conoscemmo
perché sono sul cuore i graffi
e le galassie
dentro"

— Michele Mari - Cento poesie d’amore a Ladyhawke

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"I nostri incontri eran sessioni
di sguardi sorridenti
che sis staccavan solo
per controllare l’ora
e tanto era fra noi lo struggimento
che spesso ci siamo presi il lusso
di non baciarci"

— Michele Mari - Cento poesie d’amore a Ladyhawke

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"Come Kokoschka
mi farò una bambola
identica a te
ma diversamente da lui
non me la scoperò
perché il sortilegio che ci strema
ti fa intoccabile
persino nel delirio"

— Michele Mari - Cento poesie d’amore a LadyHawke

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